Georges Prêtre oggi a Santa Cecilia
martedì giugno 01st 2010, 18:11
Archiviato in: EVENTI

Il Comitato Internazionale Viva Toscanini saluta il membro del Comitato d’Onore. Il grande maestro Georges Prêtre, che con il Comitato ha intitolato l’Auditorium di Torino a Toscanini, sarà a Roma in questi giorni per dirigere, a Santa Cecilia, due Sinfonie di Johannes Brahms, la Terza e la Quarta. Il Comitato appoggia, inoltre, la dichiarazione del Maestro “Cara Italia, devi difendere la musica…”. Oggi, primo giugno, gli appassionati di musica colta hanno un’occasione in più per farsi sedurre da uno dei più grandi direttori d’orchestra al mondo: Georges Prêtre, 86 anni ad agosto, oggi sul podio di Santa Cecilia, interpreterà la Terza di Brahms, come lui la descrive, nel senso di uno “straordinario contrasto tra nostalgia e felicità”, e la Quarta, perché è il suo esatto contrario: “è una festa”. Non stupirà l’energia che Prêtre, malgrado l’età, impegnerà in questa sua ennesima performance: siamo abituati alla sua verve, che non conosce età. Certo, quella del direttore d’orchestra è una carriera che evidentemente fa l’eccezione che conferma la regola riguardo all’aspettativa di vita “concessa” alla maggior parte degli uomini: quasi una garanzia di longevità dovuta ad una passione totalizzante per la musica. Come quella che Prêtre da sempre sa trasmettere allo sguardo rapito dalla mimica della sua bacchetta, mentre questa sembra disegnare i sentimenti tradotti in note dai grandi talenti della musica. Senza tema di smentita possiamo dire che Prêtre, con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, è fino ad ora al massimo livello di interpretazione della musica classica francese e, complessivamente, di quella lirica e sinfonica a cavallo tra ‘800 e ‘900. Con l’Accademia di Santa Cecilia, Prêtre ha voluto mantenere una collaborazione di lunga data, a partire dalla sua prima esibizione nel veccho Auditorium di Via della Conciliazione, nel 1962.



Lezione su Arturo Toscanini e la fine della Guerra
martedì maggio 18th 2010, 15:11
Archiviato in: EVENTI

Piero Melograni a Milano
Mercoledì 19 Maggio alle 21.00, presso la Basilica di S.Maria delle Grazie, in Corso Magenta a Milano, Piero Melograni terrà una lezione su Arturo Toscanini e la fine della guerra.

E’ necessario confermare la presenza ai seguenti recapiti:

Comitato Internazionale Viva Toscanini
Tel. 06.3235172
vivatoscanini@gmail.com



Il mondo della lirica è in lutto per la morte del mezzosoprano Giulietta Simionato
giovedì maggio 06th 2010, 16:32
Archiviato in: NEWS

Si è spenta ieri, 5 maggio, nella sua casa di Roma quando, fra soli sette giorni,avrebbe compiuto cento anni.L’ultima volta che abbiamo visto Giulietta in televisione è stato nell’ottobre 2007, anno in cui è stato celebrato il 50° anniversario dalla morte di Arturo Toscanini, nel salotto di Bruno Vespa a Porta a Porta.
Non la vedremo più, ma riascolteremo con commozione e ammirazione la sua voce e rivedremo il suo bellissimo ed espressivo volto in DVD.
Non è stata solo una cantante lirica ma una grande interprete teatrale. Il suo talento scenico le permise infatti di affrontare con naturalezza un vasto e vario repertorio: dai personaggi rossiniani,come nella Cenerentola (nel ‘53 con la regia di Franco Zeffirelli) e nel Barbiere di Siviglia, ovvero, nei ruoli più drammatici, come nella Carmen di Bizet o nelle opere verdiane (Aida,Trovatore, Ballo in Maschera). Eppure, il suo esordio alla Scala di Milano, a soli 23 anni, cominciò quasi in sordina: per molti anni non le furono attribuiti ruoli da protagonista. Nel teatro scaligero rimase in “lista d’attesa” fino al ‘47 quando conquistò il cuore del pubblico con la sua Mignon di Ambroise Thomas.
Cantò al fianco di Renata Tebaldi e Maria Callas, alla quale fu particolarmente legata: i non più giovanissimi appassionati di lirica ricorderanno i due mezzosoprano nel celebre duetto del ‘57 nell’Anna Bolena di Donizetti (la Simionato nel ruolo di Giovanna e la Callas in quello di Anna) e, più tardi, nella Norma di Rossini.
E alla Scala volle anche concludere il suo percorso artistico, lungo e breve nello stesso tempo, perché nel gennaio del ‘66, quando si esibì per l’ultima volta nel ruolo di Servilia in La Clemenza di Tito di Mozart, aveva solo 56 anni. Si dice in genere che 50 anni sono tanti per un cantante lirico, ma non lo stesso avremmo potuto dire per Giulia Simionato.



25 aprile, Napolitano evocherà Pertini, Calamandrei e in particolar modo,Toscanini
venerdì aprile 23rd 2010, 17:59
Archiviato in: EVENTI

E’alle figure di Pertini, Calamandrei e Toscanini che il Presidente della Repubblica dedicherà, a partire da domani 24 aprile, due appuntamenti “con la storia” emblematici ed evocativi di un’epoca che rivelò, da una parte, l’aspetto più oscuro del regime fascista sempre
più asservito al Terzo Reich e, dall’altra, l’anelito alla rinascita di una nuova Italia civile e morale.
La testimonianza di Pietro Calamandrei sarà ricordata domani, alle 11, all’Auditorium Verdi di Milano, nell’ambito del concerto “Il canto
sospeso” del compositore Luigi Nono, scomparso 20 anni fa e che fu grande amico di Napolitano. La musica fungerà da sostegno alla lettura di
alcune lettere dei condannati a morte della Resistenza. All’auditorium saranno presenti circa 2000 allievi delle scuole lombarde, quasi a
voler evocare il “discorso agli studenti” che Calamandrei, giurista e padre costituente, pronunciò nel 1955.
Nel pomeriggio poi, alle 17, al Teatro alla Scala sarà ricordata la figura del Maestro Arturo Toscanini, che nel 1938 lasciò l’Italia, per recarsi in America, a causa delle Leggi Razziali. Non perché fosse ebreo, ma per il suo altissimo senso di giustizia, la sua stima nei confronti del mondo ebraico e il suo disgusto per la politica razzista del fascismo. Rientrò in patria solo nel 1946, quando l’11 maggio di
quell’anno tornò ad esibirsi alla Scala con un concerto “interamenente dedicato a compositori italiani: Verdi, Puccini e Boito, oltre al Rossini della Gazza ladra e del Guglielmo Tell” - come ci ricorda lo storico Piero Melograni nel suo “Toscanini. La vita, le passioni, la musica”. Questa fase della vita di Toscanini, ripresa in un filmato dell’Istituto Luce, sarà oggetto anche del discorso che Napolitano
pronuncierà al termine della proiezione.

Il Comitato Internazionale VivaToscanini saluta, pertanto, con gioia e gratitudine la decisione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano di
ricordare, nel giorno in cui ricorre l’anniversario più importante per il nostro Paese, il 25 aprile, il Maestro Arturo Toscanini.
Proprio per questo, il Comitato ha voluto esprimere, oggi, al Presidente della Repubblica la propria stima e ammirazione con il seguente telegramma:

Caro Presidente, il Comitato Internazionale VivaToscanini si felicita della Sua decisione di voler ricordare, durante la ricorrenza più importante per il nostro Paese, la figura del Maestro Arturo Toscanini, nostro alto riferimento nel coniugare cultura e sociale.
Le siamo sempre grati, Presidente, per averci concesso l’Alto Patrocinio e perché Ella segue sempre con attenzione e competenza tutto il
nostro lavoro.
Ancora grazie per il Suo impegno e per ciò che Ella realizza quotidianamente per le nostre istituzioni repubblicane.

Il presidente del Comitato Internazionale VivaToscanini
Donna Emanuela di Castelbarco

Il Segretario Generale
Paola Severini



Musica classica in dvd
giovedì aprile 22nd 2010, 15:08
Archiviato in: NEWS

Per coloro che amano ascoltare e vedere le grandi opere liriche comodamente sul divano di casa, segnaliamo, fra le ultime uscite, 3 dvd e 1 cd e la recensione di Enrico Girardi su leiweb.it:
Tristano e Isotta di R. Wagner, Festival di Bayreuth, diretta da Peter Schneider (3 dvd Opus arte)
L’equivoco Stravagante di G. Rossini, Rossini Opera Festival, diretta da Umberto Benedetti Michelangeli (1 dvd Dynamic)
Lamentatio Jeremiae Prophetae di Peter A. Togni, Elmer Iseler Singers, dirdiretta da Lydia Adams (1 cd Ecm).



La cultura musicale favorisce l’integrazione
giovedì aprile 22nd 2010, 12:39
Archiviato in: NEWS

Buone notizie per chi è straniero nel nostro Paese e ama studiare musica. Solo per fare qualche esempio: l’albanese Klaidi Sahatci è diventato primo violino alla Scala di Milano; il colombiano Jorge Grisales è un eccellente liutaio a Cremona. Certo non è stata facile agli inizi. Giunti in Italia con il sogno nel cassetto di potersi esibire un domani nelle orchestre che contano, hanno dovuto faticare non poco per potersi affermare e, agli inizi, con l’ansia pure di non avere i documenti in regola. Per pagarsi l’affitto di una casa e gli studi hanno accettato i lavori più umili, ma sono stati anni di precarietà oggi ben ricompensati per Sahatci, che dal ’91 vive a Milano ed è cittadino italiano. Così la cultura musicale italiana ha favorito l’integrazione a livelli d’eccellenza anche nel caso dell’extracomunitario Grisales. Il suo talento artigianale gli ha consentito di aprire la prima liuteria a Cremona, la città di Stradivari. Uno degli strumenti da lui creati è stato premiato, nel 2006, al Concorso Triennale Antonio Stradivari di Cremona.
Il ministero dell’Istruzione, nell’ultima ricerca effettuata, snocciola le cifre di un fenomeno in crescita: la percentuale di studenti stranieri ha superato il 4 per cento degli iscritti nei nostri conservatori. Rispetto al 2008 il numero di giovani extracomunitari che amano e studiano la musica colta è aumentato nel 2009 di ben 400 unità.
Oltre ai numerosi studenti provenienti ogni anno da paesi industrializzati come il Giappone o la Corea del Sud, per “farsi le ossa”, ma che una volta formati molto probabilmente torneranno alle loro terre, si assiste oggi ad una presenza crescente, nei nostri conservatori, di albanesi, romeni, cinesi, studenti talentuosi di paesi emergenti che contribuiscono a mantenere elevato il prestigio delle nostre accademie musicali, come quella di Santa Cecilia a Roma con 231 iscritti di varie nazionalità, o quella di Parma Arrigo Boito con 133 studenti non italiani.



Enti lirici, non più fondazioni
mercoledì aprile 21st 2010, 16:57
Archiviato in: NEWS

La riforma che nel 1998 ha trasformato i nostri 14 enti lirici in fondazioni, su proposta dell’allora ministro dei Beni Culturali Walter Veltroni, come è noto ha fatto lievitare notevolmente la spesa del budget a favore della musica colta: la struttura delle fondazioni assorbe, infatti, solo per la loro gestione, circa il 70 per cento del fondi pubblici ad essa destinati, ivi compreso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus). Inoltre, i finanziatori privati non hanno fornito quei contributi sui quali fanno affidamento proprio le fondazioni. Solo il 6 per cento di tali investimenti è andato alle fondazioni liriche.
Proprio per questi motivi, a distanza di dieci anni, il ministro Sandro Bondi ha annunciato la riforma delle Fondazioni liriche che, nelle more del disegno di legge (il decreto approvato dal governo non è stato ancora diffuso), si prefigge di conciliare qualità, produttività e razionalizzazione delle spese nel rispetto dei criteri di efficienza, economicità e trasparenza. Alla Scala di Milano e all’Accademia di Santa Cecilia, che diventeranno enti di interesse nazionale, andranno più risorse finanziarie, mentre il 47 per cento del Fus sarà ripartito tra gli altri 12 enti lirici (Teatro Comunale di Bologna, Teatro Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Carlo Felice di Genova, San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Teatro Verdi di Trieste, La Fenice di Venezia, Arena di Verona, Teatro Lirico di Cagliari e, ultimo arrivato, Teatro Petruzzelli di Bari).
In sostanza, la nuova normativa prevede che siano date “maggiore autonomia e visibilità particolari” alla Scala e all’Accademia nazionale di Santa Cecilia per il ruolo che esse rivestono nel settore lirico e sinfonico.
Noi del Comitato VivaToscanini non possiamo esprimere un giudizio, ma è indubbio che la Scala sia la più grande istituzione musicale in Italia e, forse, anche nel mondo.



Gossett, ovvero la filologia applicata al melodramma italiano
lunedì marzo 01st 2010, 15:19
Archiviato in: EVENTI

Il merito va all’Università di Chicago. Quello di aver voluto onorare l’opera del musicologo americano Philip Gossett, nostro amico e consulente nonché membro del Comitato d’onore VivaToscanini. Il 22 febbraio Chicago ne ha festeggiato la lunga di carriera di studioso e critico del testo musicale, nonché dell’esecuzione scenografica del melodramma italiano, con particolare riguardo alle opere dei grandi maestri dell’Ottocento: Rossini,Verdi, Bellini, Donizetti.
Così, con un convegno e un concerto l’università americana ha reso omaggio all’appassionato lavoro dello studioso statunitense su questi nostri artisti e sull’interpretazione teatrale delle loro opere storicizzando il periodo in cui quelle pagine furono scritte.
Fino agli anni sessanta un pubblico molto variegato ha apprezzato il melodramma italiano in quanto spettacolo d’intrattenimento, che proponeva un genere che oggi potremmo definire “leggero”. Gossett, di fronte a tale clima precario in cui verteva l’opera lirica italiana, proprio in quegli anni iniziò il suo percorso volto a dare la giusta collocazione alla nostra musica colta. Forte dei suoi studi filologici, Gossett ha ri-studiato i capolavori dei grandi compositori nel rispetto sì della versione originale ma anche con una cura e un lavoro certosini sull’analisi delle partiture - e connessi problemi testuali - contestualmente allo studio di una più attendibile rappresentazione scenica delle opere. Per far questo, ovvero per “convincere” della sua regia, storica e filologica delle esecuzioni, Gossett si è sempre avvalso di cantanti e direttori d’orchestra di fama mondiale, dei quali è stato per anni ed anni prezioso consulente. Oggi possiamo passare in rassegna tutti i cinquanta anni di lavoro di questo grande musicologo dedicati, possiamo dire, alla filologia, vale a dire all’amore per lo studio delle parole, applicata allo studio delle composizioni liriche di grandi artisti, grazie alla recente pubblicazione di un’opera letteraria dello stesso Gossett:Dive e maestri. L’opera italiana messa in scena, edito in Italia da Il Saggiatore. Attraverso il suo racconto, che l’autore suddivide in 14 saggi, il lettore rimane coinvolto in vere e proprie lezioni di musicologia, a cominciare dallo studio della struttura di una partitura, all’organizzazione delle stagioni teatrali. In sostanza, la storia dell’opera italiana dalla critica testuale, all’allestimento scenografico e alle problematiche legate alla produzione esecutiva, via via rinnovatisi negli anni, sempre suscitando nello spettatore - e oggi anche nel lettore di Gossett - l’emozione dell’imprevedibilità.



MUTI, generoso e trascinante con i detenuti di Bollate
mercoledì gennaio 20th 2010, 15:15
Archiviato in: EVENTI

Il Maestro Riccardo Muti ha incantato, lunedì 18 gennaio, un gruppo di detenuti del carcere modello di Bollate: una casa di detenzione dove il reinserimento nella società civile prevede, tra l’altro, momenti a “passo di musica”. Riccardo Muti ha suonato per loro e per il personale del penitenziario, come ha spiegato la direttrice del carcere Lucia Castellano, “all’insegna della più completa informalità”. Il Maestro ha suonato alcuni brani al pianoforte di Beethoven, Mozart e Schubert, rivolgendosi a questo speciale pubblico con grande sensibilità. Noi del Comitato VivaToscanini, al quale Muti ha dato un grande contributo nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantenario della morte di Arturo Toscanini, vogliamo esprimere la nostra felicità per questa sua significativa performance, attenti come siamo alla diffusione della musica soprattutto tra chi, per vari motivi, in alcune fasi della propria esistenza può trovarsi in uno stato di emarginazione e solitudine. Il nostro amico Riccardo Muti ha accettato ben volentieri l’incontro all’Istituto penitenziario, manifestando grande generosità verso persone private della libertà. Era stato invitato da Willy Bulandi, un detenuto ora felicemente reinserito nella vita attiva, a nome del gruppo musicale del settimo reparto della seconda casa di reclusione di Milano. Un pubblico commosso - cento persone circa tra carcerati e personale - ad ascoltarlo estasiato brani celeberrimi come il Chiaro di luna di Beethoven, lo ha seguito per quasi due ore. Muti non ha voluto che fosse che questa sua esibizione fosse chiamata concerto, ma piuttosto qualcosa di cui la mente ha necessità di nutrirsi: «Che vi servirà sempre - ha detto - qui dentro e poi fuori, che non richiede competenza ma solo cuore e ascolto, e mi raccomando fregatevene dei soloni che non capiscono un cacchio».
Dai Preludi di Chopin agli Improvvisi di Schubert, Muti ha dato lezioni di musica spiegando la dodecafonia in dodici secondi netti, consigliando di prestare attenzione anche all’armonia oltre che alla melodia «Perché se guardate solo alla linea melodica fate come quelli che mangiano gli spaghetti senza ragù né pomodoro». Ha rallegrato i presenti ricordando le sue origini geografiche: «Mia madre era sposata a Molfetta ma, se doveva partorire, prendeva il treno e tornava a Napoli: quando dovrete dire dove siete nati, spiegava, se dite Napoli vi capiscono tutti, se dite Molfetta dovete star lì a spiegare per mezz’ora dov’è». Ha parlato del suo stato d’animo durante un concerto di Rubinstein a Bari, «dove lui eseguì Schubert e io capii che se si riuscivano a trasmettere quelle emozioni valeva la pena che ci provassi anch’io» e di quando convinse un gruppo di studenti a cantare tutti l’Inno di Mameli, «anche se loro forse credevano di dover fare La bela madunina». Alla fine ha ironizzato anche sulle sue abilità concertistiche: «Una volta ero un pianista discreto, adesso faccio schifo». Si è congedato Muti, dopo aver firmato un mucchio di autografi, promettendo ai detenuti di Bollate di volerli rincontrare molto presto, forse in estate.



Silvia Massarelli in concerto
mercoledì gennaio 20th 2010, 11:58
Archiviato in: EVENTI

A tutti gli amanti della musica colta segnaliamo il prossimo concerto di Silvia Massarelli. Si terrà a Roma, al Teatro Palladium, il 17 Febbraio alle ore 20.30, con l’Orchestra Roma Tre.

Il programma, interamente francese, sarà il seguente:

Debussy - Petite Suite ( orchestrée par David Walter)
Eric Tanguy - Sinfonietta - Création Italienne
Poulenc - Sinfonietta

Silvia Massarelli ha studiato al Conservatorio di Musica Santa Cecilia pianoforte, composizione e direzione d’orchestra. E’ stata nominata Direttore Musicale dell’Ensemble International de Paris, orchestra formata dai borsisti del Governo Francese provenienti da tutti i paesi del mondo.