Paola Severini
mercoledì agosto 26th 2009, 13:56
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Paola Severini, giornalista professionista, è co-fondatrice, con Donna Emanuela di Castelbarco, del Comitato Internazionale VivaToscanini, del quale è Segretario Generale. L’idea del sodalizio è nata nel 2007 in occasione del cinquantenario della morte di Arturo Toscanini. Oggi, nella realtà globalizzata nella quale siamo immersi, onorare la figura del grande maestro vuol dire anche ricordarne il ruolo nazionale e internazionale fondamentale dal medesimo rivestito nel campo culturale in genere e nell’arte musicale in particolare. Paola Severini e gli amici del sodalizio VivaToscanini hanno l’ambizione di tenere viva l’attenzione e la passione per la musica alta, soprattutto tra le giovani generazioni, anche attraverso la produzione e la diffusione mediatica delle attività del Comitato che le moderne tecnologie consentono.

Curriculum Vitae

Paola Severini

Sono nata a Roma nel 1956, ho tre figli di 35, 25 e 23 anni: Valentino, Valerio e Diletta, fra pochi mesi sarò finalmente nonna!

Dopo la maturità  classica ho conseguito il diploma del corso quadriennale di specializzazione in “tecniche audiovisive per la didattica” presso l’O.P.P.I. di Milano ed in seguito del “corso di perfezionamento in Teoria e Tecnica del Videotape” presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia. Sono giornalista professionista.

Dal 1975 al 1976 ho lavorato nella neonata prima televisione privata d’Italia (che trasmetteva su cavo).

In seguito, laureata in Sociologia, continuando ad occuparmi di comunicazione ho diretto il primo corso italiano di formazione professionale per operatori audiovisuali (1977-1978) e, nella primavera di quell’anno, ho organizzato e diretto il Convegno Internazionale “Massmedia e terrorismo” durante il sequestro Moro; in collaborazione con i maggiori atenei ho realizzato la ricerca statistica “Staccare la Spina?” sullo stesso argomento.

Questo impegno è proceduto di pari passo a quello universitario: infatti nello stesso periodo eseguivo ricerche sul tema dei media, della comunicazione sociale presso molte università (Bologna e università di Calabria). Dal 1981 al 1983 ho condotto e redatto la rubrica radiofonica “Punto d’incontro” della RAI - Radio 1 - portando il programma a vincere il “Microfono d’argento”. (Il programma si occupava di comunicazione ed handicap).

Da allora la mia vocazione e’ stata la comunicazione sociale, infatti, nel 1984 a Pesaro ho organizzato e diretto il Primo Festival Internazionale Cinematografico “Oltre la Norma” dedicato alla cinematografia sulla disabilità fisica, psichica, sensoriale, ambientale; il Festival era presieduto da Cesare Zavattini. La seconda edizione si è svolta sette anni dopo a Firenze - sempre sotto la mia direzione e con la presidenza di Sergio Zavoli.

Per 11 anni, dal 1984 al 1995, ho collaborato alla Cattedra di Sociologia dell’Arte e della Letteratura dell’Università di Urbino: ho guidato infatti un gruppo di ricerca nell’analisi di campioni di utenti televisivi e radiofonici.

Dal 1983 fino a maggio 1994 (in qualità di amministratore delegato) ho fondato e seguito l’agenzia di pubblicità a servizio completo Paneuropa, la prima in Italia specializzata in pubblicità di servizio che ha lavorato per l’immagine in Europa del candidato alla Presidenza degli Stati Uniti Gary Hart.

La vocazione di Paneuropa per la “comunicazione sociale” (consulente della Regione Sicilia e della Regione Umbria) ha fatto sì che curasse la campagna nazionale per il “Referendum sulla caccia e contro l’uso dei pesticidi in agricoltura”.

Tra le campagne realizzate: la prima campagna nazionale di informazione sull’handicap per il Ministero degli Affari Sociali nel 1992 ( ripetuta nel 1993). Nel 1990 avevo intanto ricevuto il premio “Marisa Bellisario” per il mio lavoro sulla “salute della donna italiana in gravidanza”.

Nel 1994 ho ceduto l’agenzia.

Nel 1995 ho ideato e condotto il primo programma tematico sulla poesia contemporanea mai realizzato nel nostro Paese: “Un popolo di poeti” per Video - Sapere RAI (oggi Rai educational), andato in onda sulla terza rete della televisione di Stato e replicato per moltissimi amici.

Dal Dicembre 1996 mi sono occupata della promozione d’immagine e del coordinamento redazionale di “Angeli’”, la rivista della cultura sociale, unica in Italia realizzata da ragazzi handicappati .

Angeli nasce nel 1996 con l’obiettivo di coordinare, sulle battaglie per i diritti,tutto il terzo settore in Italia.( Nota bene in fondo)

Nel 1999 ho ideato e realizzato unitamente alla Comunità Europea, il Ministero del Lavoro e la regione Lombardia il primo corso di formazione per operatori per la comunicazione sociale e l’editoria no profit, rivolto esclusivamente a portatori di handicap gravi (di questi la metà è stata già collocata lavorativamente).

Nell’estate 2000 ho condotto sulle frequenze radiofoniche della Rai –Isoradio- una rubrica settimanale riguardante le tematiche del terzo settore con la partecipazione audio di personalità politiche, giornalisti e responsabili delle associazioni di volontariato raggiungendo moltissimi ascoltatori e sensibilizzandoli sui temi dei diritti civili.

Il 19 Dicembre 2000 ho organizzato e diretto a Roma, assieme alla RAI e all’UPA, il I° Meeting Italiano Sulle Imprese e la Solidarietà. Ho partecipato come relatore al terzo Global Forum di Napoli – I° Convegno Mondiale sull’ E-Governement del Marzo 2001, con una relazione su Internet e sociale.

Nel 2001 ho vinto il premio Diego Fabbri durante il festival del Tertio Millennio promosso dall’Ente dello Spettacolo, avendo realizzato la prima serie di biografie “Passioni d’amore” per Rai International, serie replicata nel 2005 con altre 6 puntate. I protagonisti: da don Verzè a don Gelmini, da Ernesto Olivero a Riccardi a don Benzi sono i leader del volontariato cattolico in Italia e nel mondo.

Nel 2003, ho vinto il Premio S.Vincent di giornalismo, assegnatomi dal Capo dello Stato, per la direzione giornalistica del portale internet sul sociale www.angelionlus.net (oggi www.angelipress.net). Nel febbraio dello stesso anno, ho diretto l’indagine nazionale sull’antisemitismo e i giovani italiani “Chi non conosce la storia è condannato a riviverla”.

Attualmente dirigo l’Agenzia giornalistica www.angelipress.net, che fornisce il Parlamento Italiano e che è collegata con 400 Associazioni del III Settore, e dal 2003 sono consigliere dell’Agenzia per le Onlus.

Ho promosso e realizzato, in qualità di produttore esecutivo, il film sull’handicap “Carrozzelle felici” con la regia di Walter Garibaldi.

Ho ideato e condotto insieme al Prof. Piero Melograni il programma  radiofonico “Lettere d’amore” in onda su Radio 24 dal 4 al 29 agosto 2008.

Dal 2000 Angelipress fornisce ufficialmente senza interruzione con una newsletter durante i giorni di aula, il Parlamento Italiano.

Incarichi:

Direttore dell’Agenzia www.angelipress.net

Consigliere della Agenzia nazionale per le Onlus (eletta dalle regioni italiane) fino al 5 gennaio 2009.

Membro dell’I.T.F. International Task Force sull’educazione alla Shoah.

Segretario del Comitato Internazionale Viva Toscanini;

Membro gererale dell’”Associazione Italia per Tutti”(l’Associazione che si occupa dell’accessibilità dei luoghi d’arte in Italia);

Pubblicazioni:

“Pubblicità investire per lo sviluppo” Rusconi editore 1987

“Manuale d’informazione sull’handicap” editore “temi di vita italiana” 1992 (Presidenza del Consiglio dei Ministri)

“Ersilio Tonini Il grande comunicatore”, biografia del Cardinale Tonini edizioni San Paolo – collana primo piano

“Enciclopedia casa mia” Ed. S. Paolo, sezione dedicata ai mass-media, volumi 4,5,6 (aggiornamenti e rivisitazioni)

65 numeri monografici di “Angeli”, la rivista della cultura sociale (40 sotto la mia direzione) “L’amministratore di sostegno” (ed. Angenzia per le Onlus)

20 puntate di “Un popolo di Poeti”, per Rai Tre

10 film - interviste “Passioni d’Amore”, per Rai International (tra questi Vittorio Foa, Giuliano Vassalli, Carlo Mazzantini, Giulio Malgara, Elserino Piol).

Interviste per l’Archivio Storico dell’Istituto Luce dal titolo “Le mogli della Repubblica”, in cui per la prima volta vengono intervistate le mogli dei Presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio. Da queste sono tratte, per “La storia siamo noi – Rai”, 12 ritratti alle “mogli della Repubblica di cui è già andata in onda nel 2006 l’intervista alla moglie del Capo dello Stato Clio Bittoni Napoletano.

Undici biografie televisive di grandi personalità italiane realizzati per RAI International dal titolo “Testimoni del nostro secolo” sui leader del III settore.

Le mogli della Repubblica”, alla sua seconda edizione, edito da Marsilio in marzo 2008, raccoglie le 12 interviste alle donne che hanno avuto, o hanno attualmente, un ruolo nella politica italiana, vissuto accanto ai loro uomini con importanti cariche istituzionali.

NB: la rivista Angeli muore, a causa di una battaglia legale, in seguito ad una truffa, ordita da un socio della cooperativa ne febbraio 2003

 



Il Senatore a vita Giulio Andreotti scrive a Paola Severini*
martedì agosto 25th 2009, 19:34
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Cara Paola,
sarei stato volentieri con voi per testimoniare sul valore del dono in un’epoca difficile come è la nostra. Ma non sono in perfetta forma e l’altitudine della Valle d’Aosta non mi avrebbe molto giovato. L’argomento che affrontate questo pomeriggio a Courmayeur viene da lontano: dall’epica del buon samaritano e attraverso i secoli, dopo che tanti hanno aperto coraggiosamente tracce di carità, giunge ai nostri difficili giorni.
Insieme a voi avrei ricordato la figura di un prete straordinario. Cappellano militare sul fronte greco, vittima della disastrosa ritirata di Russia, attivo nella Resistenza sino a quando decide, nell’Italia ritornata alla libertà, di dedicare la sua vita alla carità. Don Carlo Gnocchi è quel prete straordinario. Lo conobbi poco dopo la mia nomina a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel giugno 1947. Mi aveva telefonato un sacerdote di Milano, che mi disse: verrà un prete tutto particolare. Un sacerdote che aveva scelto coraggiosamente un apostolato spiritualmente affascinante e nuovo: bastavano infatti pochi minuti dei suoi accorati appelli per convincere ognuno al dovere di fare qualcosa. Venne al Viminale, dove era allora la Presidenza del Consiglio, e parlò delle sue esperienze di guerra e di quello che doveva essere fatto. Mi lasciò, perché non dimenticassi quel colloquio, una fotografia di quattro piccoli ospiti mulatti. Sulla fotografia aveva scritto: “Tutta la guerra negli occhi di questi bambini”.
 Per far fronte alle esigenze  e alle richieste di Don Gnocchi non bastava lo Stato ed era quindi necessario mobilitare risorse volontaristiche e generosità proporzionate. Ma per quel che atteneva all’Amministrazione occorreva superare le angustie e le meschinità di una gestione dello Stato ereditata dal fascismo.  De Gasperi  volle che fosse proprio Don Gnocchi a coordinare interventi e programmi, a correggere tanti difetti del sistema. Il primo agosto del 1948 fu costituita l’Associazione Amici della “Casa del Piccolo Mutilato di Milano” con Arturo Toscanini presidente onorario. Fu la prima battaglia sociale del dopoguerra, arrivarono 17milioni di lire dell’American Relief of Italy, nacque la “catena della felicità” che raccolse 50milioni di lire. Gli italiani e il mondo intero si mostrarono generosi. E si mobilitarono in una vera e propria gara della solidarietà. E il metodo Don Gnocchi ha lasciato un segno tra le nostre genti. Ho fatto parte nel 2006 del comitato dei Garanti, con Monorchio, Gianni Letta, Fernanda Contri e Ferdinando Salleo, che ha destinato i 50milioni di euro donati dagli italiani tramite un sms alle popolazioni del Sud-Est Asiatico colpite dalla furia dello tsunami. Tutto si e’ svolto con assoluta precisione e in tempi rapidissimi a dimostrazione della validità anche della nostra legislazione. E’ un risultato che è servito a dare garanzie e risposte rassicuranti alla generosità collettiva.
Il cuore degli italiani è grande e l’insegnamento di Don Gnocchi deve aiutarci ad andare avanti sulla strada del dono. Sapremo essere sempre più generosi e guardare con fiducia il futuro.
Vi voglio confessare di avere nel cassetto una biografia, tanto sollecitata da don Antonio Tarzia, della San Paolo editore, dedicata a questo imprenditore della carità, che spese la sua vita per gli orfani di guerra e i bambini mutilati. Aspetto solo che lo facciano santo.
A te Paola e ai tuoi ospiti un augurio di buon lavoro e un arrivederci l’anno prossimo.

*Direttore dei lavori di “Valle d’Aosta Solidale”